LA FARMACIA DI PAESE : UN SERVIZIO GIA’ IN FUNZIONE

La tanto decantata Farmacia dei Servizi, di cui si parla ormai da anni, continua ad essere un obbiettivo che passo dopo passo pare avvicinarsi, anche se nella realtà delle cose ha ancora da vedere la luce. Si è parlato di servizi al cittadino, di analisi di prima istanza, di integrarsi maggiormente nella macchina sanitaria statale diventando il Presidio Territoriale Sanitario più vicino alla popolazione ma di tutto ciò di concreto ad oggi c’è poco o nulla.
Il ruolo rappresentato storicamente dalle farmacie uniche di paese, dove chi ci opera si trova di fronte a cittadini che, bisognosi di aiuto in campo sanitario, si rivolgono alla Farmacia, identificando nel Farmacista un professionista capace di approcciare e consigliare in maniera adeguata le emergenze sanitarie che possono accadere nel quotidiano. Sappiamo che molto spesso nelle grandi realtà il tempo è tiranno, sia per il farmacista che per l’avventore, mentre nella piccola farmacia di paese il ritmo più blando del lavoro, la maggior conoscenza della clientela abituale permette a volte di fare quelle due parole in più che possono rivelarsi fondamentali sia nell’approcciare problematiche di salute latenti (diabete, ipercolesterolemia, bpco, etc….) da indirizzare al Medico di base, sia nel chiarire metodiche ed orari di assunzione dei farmaci. Un esempio? La tosse da ace inibitore della signora di 82 anni comparsa dall’inizio della nuova terapia antipertensiva a base di enalapril; aveva questa tosse stizzosa, di cui non parlava con il medico perché non aveva voglia di fare l’aerosol… o la signora che per assumere lo Spiriva Handyhaler svuotava la capsula nel palmo della mano e poi aspirava la polvere direttamente, vanificando così l’effetto del farmaco.
Sicuramente con poco metodo, sicuramente con metodiche diverse da farmacia a farmacia ma tutto questo può essere considerato un antesignano esempio di pharmaceutical care. In queste realtà la professionalità del farmacista viene già oggi messa a disposizione del paziente a 360° e senza chiedere nulla in cambio, se non un grazie o un sorriso da una persona bisognosa del nostro supporto. E quante volte poi la stessa persona si è ripresentata con un piccolo omaggio alimentare per sdebitarsi di quell’aiuto ricevuto, come una specie di baratto, molte volte molto più gradito e gratificante, antesignano parente della remunerazione dell’atto professionale, che ad oggi in Italia solo la DPC ha reso realtà.
La quantità di servizi che sono nati a supporto della clientela nelle piccole farmacie rurali sono molteplici ed ognuna ad hoc per la realtà in cui è inserita: consegne a domicilio, autoanalisi, serate di educazione sanitaria alla popolazione, supporto ai pazienti nell’utilizzo e nella conoscenza di dispositivi e presidi medici, e chi più ne ha più ne metta.
Tutte queste considerazioni fanno emergere chiaramente come realtà piccole dove il farmacista opera con competenza e professionalità rappresentino già oggi il principale punto di appoggio per il cittadino che necessiti di un supporto in ambito sanitario.

Dr Luca Matteo Galliano
Presidente Agifar Cuneo

Lascia un commento