IL PUNTO DEL PRESIDENTE

Con l’approdo al Senato all’esame della Commissione industria il ddl concorrenza ha sancito la definitiva salvaguardia della tutela della salute del cittadino. Il farmaco resta in farmacia. Non più un bene soggetto alla libera concorrenza ed al mercato ma un diritto per il cittadino di vedere messo al primo posto la sua sicurezza, incondizionata. Ma allo stesso tempo la rivoluzione nel mondo della farmacia c’è stata. Lo stesso decreto prevede e sancisce l’entrata dei capitali in farmacia. Con la sua approvazione, infatti , la proprietà della stessa non è più limitata al farmacista ma ad una società dove però il farmacista dovrà detenere la maggioranza. Quindi , l’entrata dei capitali vincolata a dei paletti che sono in via di definizione. Per alcuni rappresenterà la salvezza, per altri un opportunità ma per tutti diciamocelo, francamente significa perderne la proprietà. Allora, la paura di veder tutto ridotto “a libera concorrenza” diventa più forte. Il problema è uscito dalla porta per rientrare dalla finestra.

Infatti, già si stanno affacciando sul nostro mercato quelle “Grandi Multinazionali” che la storia della farmacia vuoi o non vuoi la cambieranno, anzi è molto probabile che ne delineeranno un nuovo solco. E allora, l’unica speranza resta che almeno il sistema si stabilizzi e che per i giovani si aprano nuove opportunità di lavoro, senza mai rinunciare a quella professionalità che da sempre ci contraddistingue ma soprattutto senza mai dover scendere a compromessi.
Abbiamo le competenze e le possibilità di creare un’alternativa valida alle” catene di capitali” costituendo “catene di professionisti” attraverso la costituzione di quelle reti con tutti gli attori sanitari che mettono al primo posto la professionalità versus la concorrenza, sfruttare la nostra capacità di fare pharmaceutical care, attraverso il legame con il territorio e mettere al centro del nostro mondo il paziente.
Dobbiamo essere artefici del nostro destino,diventare capaci di fare squadra e non aver paura del futuro; forse è questa la vera opportunità legata al cambiamento.

Dott.ssa Pia Policicchio

Presidente Fen.A.Gi.Far.

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