Ex OSP2 e Farmacista di Comunità: il futuro ha inizio! (Marco Parente, Paola Brusa: Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell’Università di Torino)

Master in Farmacia Territoriale “Chiara Colombo” – Progetto InterAteno “Farmacia di Comunità”
Da anni in Piemonte l’aggiornamento della Farmacia territoriale è una priorità per le Federazioni, le Associazioni di categoria e per l’Università. In particolare per quanto riguarda l’ingresso di medicinali innovativi in farmacia si è sempre cercato di dotare il farmacista degli strumenti corretti al fine di fornire al consumatore finale un consiglio puntuale e professionale sulle problematiche legate alla compliance, alle interazioni, alla corretta assunzione e agli effetti avversi (ADR). Come successo per l’ingresso in farmacia dei medicinali in PHT distribuiti per conto ASL (DPC 2009) anche per gli ex OSP2, che a breve dovrebbero essere distribuiti nelle farmacie territoriali attraverso la piattaforma WebDPC, si è deciso di predisporre una formazione ad hoc per il farmacista attraverso una collaborazione tra l’ASL di Asti (ASL AT) e l’Università di Torino (UniTO), l’Ordine dei Farmacisti di Torino e Federfarma Piemonte. Tale Progetto è stato seguito da due borsiti di UniTo e un farmacista ospedaliero coordinati da chi scrive in accordo con la Dott.ssa Silvana Martinetti (ASL AT). Il Progetto è rientrato nel contesto del Master in Farmacia Territoriale “Chiara Colombo”,promosso da UniTo ed Ordine e patrocinato da FOFI e FEDERDARMA. La collaborazione tra differenti enti ha reso possibile la realizzazione di un documento, presentato come “Quaderni del Master”, il cui titolo è “Ex OSP2 e Farmacia di Comunità: i necessari approfondimenti per dispensare consapevolmente medicinali innovativi”. Nel testo vengono presentate le schede delle 40 molecole ex OSP2 che dovrebbero entrare in farmacia in seguito alla determinazione AIFA del 02/11/2010; tali schede sono suddivise in una prima parte riguardante la forma farmaceutica e le indicazioni e una seconda, più incentrata sul possibile consiglio a banco, relativo alla posologia, i metodi di assunzione (con particolare riferimento agli orari e ai pasti), le avvertenze speciali, le interazioni (con un focus sulle interazioni con cibi e bevande) e le ADR. Le schede derivano dalla consultazione di differenti fonti: gli RCP (riassunto delle caratteristiche del prodotto) e i foglietti illustrativi presenti sul sito dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), per le interazioni le banche dati dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e di Micromedex, per la formula di struttura delle molecole ChemSpider. A seguito della realizzazione dei “Quaderni del Master” sono state organizzate diverse giornate di formazione sul territorio nelle quali sono state presentate le schede ed approfondite, grazie all’intervento di clinici esperti e di un farmacologo, le 14 molecole ritenute particolarmente significative in quanto maggiormente movimentate nel 2013 (all’ASL capofila di Asti sono stati forniti i dati dalle ASL e ASO del territorio piemontese). Queste giornate hanno rappresentato anche molti spunti di riflessione, ad esempio dal confronto con gli oncologi è emerso come alcune di queste molecole potessero essere di difficile gestione per il territorio. Quindi è incominciata una collaborazione tra i coordinatori del Progetto InterAteno “Farmacia di Comunità” (Paola Brusa, Mario Giaccone e Massimo Mana), l’Oncologia piemontese (Commissione Oncologica Regionale, Rete Oncologica Regionale Piemontese) e la Regione Piemonte (Assessorato alla Sanità). E’ emersa la necessità di formare i farmacisti sulla gestione delle molecole ex OSP2, tutte nuove per la farmacia, ma in modo particolare dei medicinali oncologici la cui scorretta gestione degli effetti collaterali potrebbe causare danni irreversibili al paziente. Il Progetto è estremamente significativo per la farmacia territoriale in quanto promuove una crescita di responsabilità del farmacista nonché per una nuova visione della professione centrata sul concetto di Pharmaceutical care. Questi medicinali posseggono profili farmacologici delicati e implicano l’approccio a pazienti che fino ad oggi non approdavano in farmacia: se i farmacisti territoriali saranno chiamati a partecipare alla loro distribuzione, dovranno farlo cin modo corretto dopo adeguata formazione su una materia che la stragrande maggioranza degli stessi non ha potuto approfondire durante il percorso accademico.

master in farmacia territoriale

Lascia un commento